Che il listino di Ford stia subendo un cambiamento è un dato di fatto, d’altronde è un trend diffuso nel mercato. La casa dell’Ovale Blu ha però puntato chiaramente su una parte di auto completamente elettriche, dopo il primo esperimento fatto con la Mustang Mach-E (trovi la nostra prova qui: Prova Ford Mustang Mach-E: il SUV elettrico che non ti aspetti). La prova di Ford Explorer ha messo in evidenza questo cammino intrapreso, e se questo è l’inizio non può essere che positivo.
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Dimensioni da segmento C con piattaforma MEB
Con una lunghezza di 4.47 metri Ford Explorer entra di diritto nel segmento C dei SUV. Un segmento estremamente combattuto anche in fatto di auto elettriche, poichè con dimensioni ancora accettabili anche per la quotidianità. Sotto il bellissimo blu che si vede della Ford Explorer in prova c’è la piattaforma MEB. Curiosa la collaborazione con il Gruppo Volkswagen per dare i natali a questo SUV, che quindi è strettamente imparentato con la Volkswagen ID.4. In Ford però hanno preso le distanze, reingegnerizzando l’auto per darle un carattere più vicino ai valori del brand. D’altronde la storia di Ford, tutto sommato, lo impone.

Al contempo per un’auto elettrica è importante parlare un po’ del passo oltre che della lunghezza. Ford Explorer ha un passo di 2.76 metri. Decisamente importante, che quindi permette di riservare un certo spazio per i passeggeri a bordo, siano essi seduti in prima o seconda fila.
Sono le proporzioni comunque ad essere indovinate a mio parere per questa Ford. Volumi ben bilanciati, parabrezza piuttosto inclinato ed una linea del tetto molto gradevole alla vista. Aperto il portellone posteriore si ha poi a disposizione un bagagliaio con volume da 450 a 1422 litri.
Una linea muscolosa

Senza ombra di dubbio una sorta di influsso americano si nota nello stile di Ford Explorer. Le linee sono infatti molto marcate, soprattutto lungo i passaruota posteriori ed i montanti C. Fa le spalle grosse l’americana, in pratica, ma nonostante ci siano elaborazioni orizzontali come gli inserti all’interno di entrambi i paraurti, non mancano dettagli che definiscono l’Explorer chiaramente come auto elettrica. Tra questi immancabile la calandra chiusa, che aiuta anche l’aerodinamica. Qui troneggia anche il logo rivisitato di Ford, per giunta di generose dimensioni.
Se per un verso il cofano anteriore è alto e squadrato, il posteriore è dominato da un lunotto…non particolarmente ampio. Moda piuttosto diffusa adesso su molti SUV e crossover, che devono quindi necessariamente affidarsi alle retrocamere di parcheggio per evitare problemi in fase di manovra. Esiste però un link tra il frontale ed il posteriore di questa Explorer, ed è una banda nera. Corre da lato a lato sul portellone posteriore e sulla calandra anteriore, con tanto di scritta Explorer in bella vista. Poi vogliamo parlare dei cerchi? Si parte dai 19 pollici e si arriva fino ai 21 in base all’allestimento, ma ovviamente sono aerodinamici, quindi in parte chiusi.
Interni: tra spazio e soluzioni intelligenti

Il colpo d’occhio all’interno di Ford Explorer è particolare, poichè ci sono diversi aspetti che viaggiano un po’ in controtendenza. Il primo sul quale si posa lo sguardo è sicuramente il volante, che è piatto sia sopra che sotto. Una sorta di quadrato insomma, con tasti a pressione sotto delle placche nero lucido. Queste vanno fisicamente premute poichè non sono soft touch, ed onestamente non mi hanno fatto impazzire nell’utilizzo quotidiano.
Se poi c’è una parola che può effettivamente racchiudere in un solo concetto gli interni di Explorer quella è spazio. Perchè ok i sedili larghi ed adatti praticamente a chiunque, ok ancora i vani portaoggetti, ma già la presenza di una soundbar nella parte superiore della plancia comincia a far pensare. Impianto rigorosamente B&O sulla Ford Explorer in prova, partner ormai storico, per un audio che ha il suo perchè.


Sono però due in assoluto i dettagli, anzi le trovate di Ford, che mi hanno lasciato a bocca aperta. Da un lato il My Private Locker e dall’altro la MegaConsole. Il primo è un vano portaoggetti che può scomparire, poichè può essere coperto dal display infotainment (si, si muove!); il secondo è il classico portaoggetti nel tunnel centrale. Perchè allora chiamarlo in questo modo? Perchè è spaventosamente ampio, anche per gli standard di un’auto elettrica che non ha trasmissione al di sotto. Pensate solo che possono essere riposti laptop fino a 15 pollici ed essere chiuso senza problemi. Una notevole riserva di spazio che si associa al doppio vano per telefono ed al vano sotto al tunnel, per giunta corredato di martelletto d’emergenza.
Tecnologia di bordo tra display grandi e piccoli
Tra un inserto nero lucido e l’altro, che come sempre non mi fanno impazzire, trova spazio tutta la tecnologia che Ford ha messo in campo con l’Explorer come quella in prova. Confermata la tendenza a rastremare sempre più la strumentazione, che infatti è un display da 5.3 pollici. Comprime tutte le informazioni al punto che bisogna fare l’abitudine per guardare spediti verso i dati che ci servono durante la guida. Un valido motivo per utilizzare in modo intensivo l’Head-Up Display. Magari in Ford avranno pensato lo stesso.

Al contempo la plancia è la sede del display infotainment da 14.6 pollici. rigorosamente orientato in verticale data la diagonale, ma con la particolarità – come accennato prima – che si muove. C’è la possibilità di inclinarlo fino ad un massimo di 30°, così da regolarlo nella posizione che più ci aggrada. Verticale è più difficile da vedere ma è ben distanziato, mentre inclinato al massimo si vede (e si usa) bene, ma è piuttosto vicino al conducente. In tutto questo il movimento del display apre e chiude anche il My Private Locker di cui al paragrafo precedente.
Il sistema operativo di Ford si conferma semplice da intuire e con icone grandi, che favoriscono una guida senza distrazioni. Resta il fatto che si tratti di un sistema con grafica un po’ spoglia considerando alcuni competitor. Non un difetto in senso assoluto, poichè questo può abbracciare il gusto di alcuni e non il gusto di altri.
Prova su strada nuova Ford Explorer
Si passa rigorosamente al posto guida, con la Explorer che si accende in automatico una volta seduti. Basta schiacciare il freno e selezionare D o R sul selettore dietro al volante, così da partire senza ulteriori indugi.

Delle diverse versioni e motorizzazioni disponibili per la Ford Explorer, la prova l’ho fatta sul modello a trazione posteriore RWD, con motore singolo e potenza massima di 286 cv, corredata da 545 Nm di coppia massima. Si tratta di valori interessanti, che seppur sia vero l’auto pesi nell’intorno delle 2 tonnellate, stuzzicano un po’ l’appetito anche di chi preferisce una prestazione più intensa.
Il motore è visibilmente influenzato dalla modalità di guida che viene selezionata. D’altronde quando si parla di elettrico, dove tutto viene gestito da un software e non c’è una combustione di mezzo, ci sono dei fenomeni che sono meglio personalizzabili. E quindi nella modalità Eco la potenza viene scaricata a terra in modo molto mansueto, idoneo non solo a risparmiare carica ma anche ad evitare di essere troppo impegnativa. Diverso il discorso in Sport, ad esempio, dove la natura stessa della trazione elettrica trova la sua massima espressione. In soldoni: ti attacca al sedile perchè risponde immediatamente all’acceleratore. C’è solo un’incertezza nella partenza, avvertibile in manovra o quando c’è bisogno di dare solo un colpettino di acceleratore. Mi sarebbe piaciuta una calibrazione differente.
Confort da auto elettrica

Se c’è un piacere assoluto che dona l’auto elettrica, quello è il silenzio e l’assenza di vibrazioni. Ford Explorer non è da meno, perchè si guida in modo molto fluido ed è ben insonorizzata rispetto al mondo esterno. Questo aiuto a creare un ambiente ovattato dov’è piacevole sia godere del silenzio sia chiacchierare agevolmente con altri passeggeri. Peccato per il disturbo di qualche scricchiolio di tanto in tanto, evidentemente generato da qualche accoppiamento o da qualche inserto in plastica soprattutto al posteriore, nella zona tendina del bagagliaio.
Se poi vogliamo continuare a parlare di confort, la Ford Explorer è morbida anche sulle asperità. Il lavoro delle sospensioni e tutto per evitare di trasferire movenze strane all’abitacolo, in modo da coccolare quanto più possibile i passeggeri. Il tutto con i cerchi da 20 pollici, per giunta.

Voglio soffermarmi sul feeling di sterzo, perchè se da un lato la Mustang Mach-E mi lasciò perplesso in quanto a sensazioni, la Ford Explorer nel corso della prova mi ha piacevolmente sorpreso. Non una supercar che ti fa sentire anche il piccolo sassolino sotto l’anteriore, ma si percepisce una certa connessione con l’asse anteriore, così da capire cosa stia succedendo. Non ha zone morte al centro, ma il setup sospensivo morbido genera qualche ritardo nella risposta, che quindi non è dovuto al sistema sterzante quando ad una scelta di confort.
Prova consumi e ricarica Ford Explorer
La versione Extended Range di Ford Explorer in prova ha una batteria da 77 kWh netti, che stando a quanto dichiara la casa dovrebbe arrivare fino a 602 km di autonomia. Utilizzando l’auto in lungo e largo per un paio di settimane e (ben) oltre 1000 km ho capito che i 500 km si superano serenamente con una singola carica, senza nemmeno arrivare troppo impiccati con il livello di carica rimanente. Chiaramente l’autostrada è la condizione peggiore come per ogni auto elettrica, con Ford Explorer che mi ha portato a spasso per 420 km in questa condizione prima di richiedere – nemmeno urgentemente – un po’ di corrente. Peccato non ci sia una vera e proprio guida a pedale singolo, anche perchè si può innestare solo la B dal selettore cambio, che non arriva comunque a fermare del tutto l’auto.

Sul piano ricarica arriva a 135 kW la potenza di ricarica in corrente continua. Di certo non il la più potente sul mercato ma ce ne sono anche di nettamente peggiori. Al contempo 11 kW in corrente continua mi sembrano ormai superati, tanto che ritengo debbano tutti impegnarsi e spingere sui 22 kW in questa condizione. Comunque la media complessiva del test, sommando le condizioni più disparate, è stata di 15.5 kWh/100 km.











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