Tutti gli appassionati di auto, motori e soprattutto motorsport avranno sentito parlare almeno una volta delle fantomatiche Frecce d’Argento. Un appellativo per le Mercedes che prende la sue origini nel corso del regime nazista tedesco. Si tratta di una storia curiosa ed al contempo affascinante quella delle Frecce d’Argento, che lascia capire anche quanto la ricerca del limite e della perfezione sia stata da sempre un motore – è proprio il caso di dirlo – per primeggiare sugli altri in campo automobilistico.

Come nasce la storia delle Frecce d’Argento

Era la prima metà degli anni ’30 del secolo scorso ed Adolf Hitler finanziò la ricerca automobilistica. Lo scopo era ovviamente quello di avere una nazione che primeggiasse in ogni settore, così arrivarono valanghe di finanziamenti alla Mercedes, brand al quale il Führer era particolarmente affezionato.

Mercedes W 25 storia Frecce d'Argento
La storia delle Frecce d’Argento cominciò con la Mercedes W 25

In quegli anni la massima competizione automobilistica aveva un limite di peso da rispettare. Tutto era lasciato ad appannaggio dei Costruttori: non c’erano regolamenti particolarmente stretti come possiamo vedere oggi ma le strade da poter prendere per lo sviluppo erano virtualmente infinite. L’importante era che le auto pesassero massimo 750 kg ed avessero una carrozzeria larga almeno 85 cm. 750 kg potrebbero sembrare tanti, ma in un mondo non ancora pronto alle leghe leggere ed ai materiali compositi forse questo tetto non era poi così difficile da superare.

Si stava piano piano materializzando la storia delle Frecce d’Argento.

Nel frattempo lo sa che c’è stato un periodo buio per il motorsport firmato Mercedes? Parliamo della sua scomparsa dalle competizioni proprio qui: Incidente 24h Le Mans 1955: quando Mercedes sparì dalle corse

750 kg, il confine invalicabile

La storia delle Frecce d’Argento parte dal 1934, quando la Mercedes W 25 fece il suo esordio in circuito. Non andò bene al primo colpo, ma si dovette aspettare la gara successiva, al Nurburgring, per portare a casa il primo successo. Arrivò allora un problema relativo al peso dell’auto, che gareggiava con una livrea bianca: ad una verifica regolamentare il peso era di 751 kg, 1 kg oltre il consentito.

Monoposto Mercedes W 25
La monoposto vittoriosa di Mercedes

I progettisti pensarono come poter togliere quell’unico chilo che li separava dalla conformità regolamentare, ma la monoposto motorizzata con un 8 cilindri in linea e carrozzeria in alluminio non aveva margini di riduzione. A meno della vernice.

L’idea che diede vita alla storia delle Frecce d’Argento fu partorita dall’allora direttore sportivo di Mercedes, Alfred Neubauer, che chiese ai tecnici di “spogliare” la W 25 della sua livrea bianca. Obiettivo centrato! La W 25 perse il chilo necessario, acquisì quella che poi divenne una caratteristica livrea argentata – in quel momento dovuta al colore dell’alluminio, ma successivamente ripresa da Mercedes anche in forma di vernice studiata appositamente – e iniziò a vincere in lungo e largo. In virtù di queste vittorie arrivò il nome che tutti conosciamo: Frecce d’Argento. Da allora Mercedes è sempre stata legata a questo mito, che tiene stretto a sè ancora oggi.

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